Segromigno. Casa Famiglia S. Gemma

STORIA DELLA CASA FAMIGLIA
Progetto Pollicino

La Casa famiglia S. Gemma, aperta nel 1990, accoglie madri con figli che si trovano in momentanea difficolta` offrendo loro un servizio educativo professionalmente qualificato volto al loro reinserimento nel tessuto sociale di appartenenza.

La lunga esperienza maturata in questo ambito, e il successivo trasferimento nel giugno 2003 nella sede attuale di Segromigno in Piano, arricchita di nuovi spazi, hanno fatto si` che maturasse l`idea di offrire un servizio socio-educativo residenziale per minori di eta` 0-3 anni che vivono in situazioni pregiudizievoli per la loro crescita.

Cameretta dei bambini

Cameretta dei bambini

Ecco così nasce la Casa di accoglienza per l`infanzia denominata Progetto Pollicino che accoglie bambini che hanno necessita` di interventi socio-assistenziali ed educativi integrati, o sostitutivi alla famiglia. I bambini sono di norma segnalati dai servizi sociali del territorio, che presentano una proposta di inserimento direttamente, o congiuntamente ad un provvedimento del giudice minorile.

Cameretta dei bambini

Cameretta dei bambini

L`accoglienza avviene in un ambiente il più possibile somigliante ad una famiglia. Infatti il numero massimo di bambini che una struttura di questo genere può accogliere è di 5 e ciò garantisce rapporti interpersonali tipici di una famiglia. Le suore sono presenti in casa 24 ore su 24 in numero di tre e la presenza continua di figure di riferimento facilita l`integrazione e le relazioni affettive e di fiducia di cui i minori accolti hanno particolarmente bisogno. Da sottolineare l`importanza della presenza dei volontari, uomini e donne che si avvicendano nella settimana, che consentono al bambino di fare esperienza con figure di ambo i sessi. Il progetto Pollicino occupa il primo piano della struttura. Nella parte riservata esclusivamente a tale scopo trovano spazio tre camere con bagno (due doppie e una singola), un guardaroba con annesso bagno di servizio, un ripostiglio in piano sfalzato ed una sala per gli incontri con i genitori, arredata per il gioco. Questo spazio è attrezzato con l’angolo morbido, tavolini e sedie, una libreria utilizzata per esporre i giochi, lo stereo per la musica e la televisione per le cassette e DVD. Nella parte in comune si trovano la segreteria e il locale per il culto.

Casa Famiglia. Sala giochi

Casa Famiglia. Sala giochi

La creazione di ambienti accoglienti, sicuri e favorevoli alla crescita del bambino è criterio guida nell`allestimento degli spazi interni ed esterni la struttura educativa, in quanto componente essenziale ad un processo educativo che si articola in diverse fasi, ovvero:

– l’inserimento in cui si tiene conto non solo dell’età, ma anche dello stato di salute psico-fisica del bambino e di tutte le informazioni che i Servizi possono offrire sul vissuto e le abitudini del minore. Se il bambino è accompagnato dai genitori, l’educatore manifesta la sua disponibilità all’ascolto, modera gli atteggiamenti conflittuali e prepara i genitori a separarsi dal figlio.

– l’osservazione, momento di conoscenza e di valutazione dell`inserimento.

– la diagnosi pedagogica che delinea il quadro generale del minore e della famiglia in termini di risorse e bisogni e predispone gli elementi necessari alla stesura del Progetto Educativo Individuale dove si stabiliscono gli obiettivi di crescita, con riferimento al rientro nella famiglia di origine, affidataria o adottiva, si stabiliscono le principali aree di intervento o metodologia, si individuano gli educatori che assumano un rapporto privilegiato con il bambino e lo sostengono durante la permanenza in comunità, si specifica come intervenire nei riguardi del bambino e dei suoi genitori tenendo conto delle prescrizioni del Tribunale per i Minorenni, si valutano i tempi di permanenza in comunità, si precisano le modalità e i tempi di verifica del progetto educativo, si predispone il progetto di uscita dalla Comunità.

Casa Famiglia cerchio

Cerchio di gioia tra le sorelle, i bambini e gli amici, con la casa famiglia sullo sfondo.

L’inserimento del bambino nel mondo esterno avviene in modo graduale. In caso di rientro nella famiglia di origine, il distacco si realizza dopo breve periodo di ambientamento in famiglia. Se il bambino invece viene adottato o affidato ad altro nucleo familiare, su precisa disposizione del Tribunale per i Minorenni, il processo di allontanamento dalla comunità sarà più lieto e delicato, in modo da facilitare la conoscenza tra bambino e famiglia affidataria o adottiva e permette al bambino di elaborare la separazione graduale della comunità.

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